Discovering Open Knowledge

Welcome onboard, this is going to be an (almost) daily journey to discover what “open” means, in the many senses this magic word can assume.

From the Open Knowledge Foundation webpage, the main organizer with a tenth of other open movements of the first Open Knowledge Festival (Helsinki 17.-22.9., also in streaming/video), it reads that “a work (music, films, books, but also scientific, historical, geographical data) is open if its manner of distribution satisfies certain conditions, among which: free accessibility, redistribution (no copyright restrictions), possibility for anyone to reuse it, open data format, no discrimination against persons or groups, no restriction of endeavour (business, genetic research or any other possible field)”.

Open philosophy and action involve many fields of human activities: information technology makes available huge masses of data, “released by governments, local authorities, agencies, or any combination of them – even across national borders” (Data Driven Journalism).

Open data looks like one more flood of information, as we daily experience in this complex and “liquid” (sorry Bauman again!) world. What can this be of any use to ordinary mortals?

Lists of “budgets, timetables, costs, crimes, births, deaths” and so on, if filtered and compared may be useful to understand ” How much does the army get if you compare it to health services?” (We Love Open Data)

Or simply, if cities open up their public transport data, citizens may easily figure out which is the fastest bus itinerary to a certain place (or the fastest cycling route! As it is the case in Helsinki since this spring).

Open data may also enhance transparency, “shed light on intra-governmental processes, raise awareness, incite discussions about government decisions, and improve the level of public discourse” (Open data in action). Some wonder would such a case as ILVA in Taranto (Corriere 15.8. 2012) have arisen if risk and pollution data had been transparently available? (Ernesto Belisario)

Open data seems to be journalism´s new frontier: not only a possibility to enrich reports with often beautiful statistically based data visualizations, but also bring to the front not generally reported issues, such as Milwaukee´s area child mortality (surprisingly high, the article also investigates why and for what causes, JSOnline Data Journalism Awards candidate). Or show how many journalists have been in Afghanistan in the last two years and in which areas (Violece Against Journalists in Afghanistan). Or show in real time how many Syrian officials, politicians and diplomats have fled abroad up to now (Tracking Syria´s Defections).

Environmental data, such as those collected by ARPA are crucial to build a green consciousness and improve the quality of life. Being free to reuse a shared knowledge is a parallel to recycle a material, what needs to be done more and more if we don´t want to be drowned in waste.

In Open Design sustainability is a central issue. More on this in next posts!

Check out the OKFestival Topic Streams to get an idea of what is happening. Countless subjects may be approached in this way!

Alla scoperta dell´Open Knowledge

Benvenuti a bordo, questo sarà un viaggio quotidiano (o quasi) alla scoperta del mondo open e dei tanti significati che questa parola magica può assumere.

Dalle pagine web della Open Knowledge Foundation (il maggior organizzatore dell´evento di settembre, insieme con una decina di movimenti open) si legge che un´opera (musica, film, libri ma anche dati scientifici, storici o geografici) è open se le sue modalità di diffusione soddisfano certi criteri, tra cui: libero accesso, redistribuzione (senza restrizioni di copyright), possibilità per chiunque di riutilizzarla, formato open data, nessuna discriminazione verso gruppi o persone, nessuna restrizione di utilizzo (dal business alla ricerca genetica, nessun campo escluso).

La filosofia e l´azione open includono molti settori delle attività umane: l´informatica permette di avere accesso a enormi masse di dati, “rilasciati da governi, autorità locali, enti governativi e non – anche oltre i confini nazionali” (Data Driven Journalism).

L´open data ha tutta l´aria di essere un altro fiume di informazioni, che si aggiunge a quello che quotidianamente ci sommerge in questo mondo complesso e “liquido” (Bauman ha colpito ancora!) Di che utilità tutto ciò può essere a noi comuni mortali?

Liste di “bilanci, orari, spese, crimini, nascite, morti” e così via, opportunamente filtrate e messe a confronto tra loro, possono aiutarci a capire “quanto va all´esercito e quanto alla spesa sanitaria” (We Love Open Data). O semplicemente, se una città diffonde i dati dei trasporti pubblici, il comune cittadino può calcolare in un attimo qual è l´itinerario più rapido per raggiungere un certo posto e con quali mezzi pubblici (o persino con che pista ciclabile, com´è possibile fare a Helsinki da qualche mese a questa parte).

L´open data può anche aumentare il grado di trasparenza negli affari pubblici, “far luce sui processi intergovernativi”, aumentare la consapevolezza dei cittadini, stimolare la discussione sulle decisioni dei governi e innalzare il livello del dibattito pubblico” (Open data in action). C`è chi si chiede se un caso come quello dell´ILVA di Taranto (Corriere 15.8. 2012) si sarebbe mai verificato se i dati sui rischi ambientali e l´inquinamento fossero stati resi pubblici fin dall´inizio (Ernesto Belisario).

L´open data pare che sia la nuova frontiera del giornalismo: non solo per la possibilità di completare i reportage con ricche visualizzazioni di dati statistici, spesso esteticamente attraenti, ma soprattutto per l´opportunità di portare all´attenzione generale argomenti spesso trascurati, come ad esempio il tasso di mortalità infantile nel distretto di Milwaukee (sorprendentemente alto, e questo articolo, candidato al Data Journalism Awards ci racconta quanto e per quali cause: JSOnline). Possiamo venire a sapere in tempo reale quanti e quali politici, ufficiali o diplomatici siriani hanno deciso di andarsene all´estero fino a questo momento (Tracking Syria´s Defections).

I dati ambientali, come quelli raccolti dall´ ARPA, possono contribuire a creare una coscienza ambientale e a migliorare la qualità della vita. Poter riutilizzare un materiale intellettuale è un gesto equivalente al riciclo di qualunque altro materiale, un gesto che diventa ogni giorno più indispensabile, se non vogliamo soccombere a una massa di rifiuti. La sostenibilità è al centro dell´ Open Design. Ma per questo vi rimando alle prossime puntate!

Nel frattempo date un´occhiata alla lista di argomenti (Topic Streams)  dell´OKFestival: gli argomenti che si possono avvicinare da questo punto di vista sono davvero tanti!

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